Like e share su Facebook sono l’unica metrica che non ha toppato su Trump, riusciranno a prevedere anche l’esito del referendum di Renzi?

Un bel post su Social Times mostra come, a fronte dei clamorosi fallimenti dei sondaggi nel prevedere l’esito delle elezioni americane, l’osservazione dell’engagement su Facebook, e in particolare l’andamento dei like e delle condivisioni degli status dei due candidati, restituisca un quadro ben più predittivo.

Metodologicamente possiamo spiegarci la faccenda con due considerazioni: da un lato Facebook è di gran lunga il social network più rappresentativo per numero di utenti attivi (l’ultimo dato del Pew Research Institute è il 79% dei votanti americani), dall’altro i like e le condivisioni o shares esprimono meglio di ogni altra metrica il gradimento e il sostegno ad un messaggio, nonchè la sua amplificazione e viralizzazione presso la propria cerchia di contatti.

Possiamo aspettarci indicazioni simili se osserviamo l’andamento della pagina di Renzi negli ultimi anni? Certamente il referendum ha finito per rivestire un’accezione fortemente personalizzata, in molti sostengono che esprima un giudizio popolare sull’operato del premier. Possiamo supporre che ci sia un legame tra le fortune mediatiche del premier e i comportamenti elettorali degli italiani, sicuramente l’osservazione degli anni passati potrà confortarci nell’ipotesi:

renzi pic

Scartiamo da subito l’idea un rapporto di causalità tra il sentiment su Facebook e gli avvenimenti politici: il fatto che i picchi più alti si registrino più frequentemente dopo un successo politico ci obbliga a parlare semmai di correlazione. Ciò non toglie che analizzando periodi più ampi della carriera politica del premier, in corrispondenza dei successi politici osserviamo un evidente innalzamento della media delle condivisioni.

Accade senz’altro in occasione delle primarie contro Bersani a fine 2012: Renzi venne sconfitto, lo ricordiamo, ma in quell’occasione nacque la sua identità politica nazionale e gran parte del suo seguito. Accade di nuovo in occasione delle seconde primarie di fine 2013, questa volta vinte, e in tutto il periodo che va dall’insediamento come Presidente del Consiglio fino al risultato elettorale delle Europee di maggio del 2014. Un ultimo picco sopra i 70 mila a gennaio 2015, con l’augurio al neoeletto Presidente Mattarella, e poi subentra il trend calante. Le uniche eccezioni riguardano status a tema non politico: due status che raccolgono circa 40 mila interazioni il 12 settembre 2015 (vittoria di Flavia Pennetta agli US Open di tennis) e il 13 novembre 2015 (attacco terroristico a Parigi).

Nel 2016 la media delle risposte degli utenti si attesta sotto la soglia di 20 mila, superata solo in un’occasione con gli auguri per la festa dei nonni a settembre 2016.

Possiamo sicuramente affermare che nel 2016 l’engagement per Renzi su Facebook è ai livelli minimi della sua carriera politica, e anche che questa metrica è un indicatore abbastanza affidabile del livello di popolarità e della capacità di un leader di influenzare il comportamento di voto. Non possiamo invece fare previsioni sull’andamento della campagna referendaria e l’esito del voto, ma almeno ci siamo dotati di un benchmark con cui fare confronti e formulare ipotesi più precise in futuro.



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